ATTACCHI DI PANICO, UN’ EPIDEMIA SILENZIOSA E DEVASTANTE

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Uno studio IPSAD indica che oltre undici milioni di italiani fanno  ricorso ai cosiddetti psicofarmaci assunti soprattutto dalle donne, mentre gli uomini fanno ricorso all’ alcool.

Questo dato fotografa impietosamente lo stato psicologico della popolazione italiana: si può tranquillamente parlare di un’ epidemia di ansia e depressione con rilevanti costi sociali e si può tranquillamente sostenere che la crisi economica è una delle cause all’ origine di questo malessere diffuso.

L’ ondata epidemica ha travolto la classe medica, la quale non pronta ad affrontarla e gestirla ha pensato di risolvere il problema aumentando le prescrizioni, ma i farmaci, pur essendo molto utili non risolvono il problema alla radice.

L’ atteggiamento e il comportamento della classe medica nei confronti di questa epidemia è più che corretto anche perché in Italia non esiste ancora la cultura dell’intervento psicologico come avviene all’ estero.

In Danimarca e in Inghilterra gli psicologi lavorano a braccetto con i medici contribuendo non poco alla diminuzione dei costi sociali derivanti da questa patologia.

L’ Inghilterra è la punta di diamante, promuove l’ intervento mutualistico per la cura degli attacchi di panico e della depressione.

Lo strumento psicologico dei colleghi inglesi è la terapia cognitivo comportamentale che ha dimostrato di possedere un’ ottima efficacia nel breve periodo consentendo un miglioramento della qualità di vita del paziente velocemente.

Recentissimi studi hanno altresì dimostrato che l’approccio psicoanalitico e psico dinamico, che dir si voglia ha la capacità, lavorando su tempi medio lunghi di modificare la struttura sinaptica celebrale mettendo il paziente  al riparo da eventuali ricadute e dandogli gli strumenti per gestire al meglio l’incertezza della vita.

La NUOVA PSICOLOGIA RELAZIONALE (N.P.R) nasce da un connubio tra un approccio cognitivo comportamentale e l’approccio psicodinamico avvalendosi di tecniche quali l’ipnosi, che consentono di dare al paziente un benessere in tempi brevi e poi di dargli un aiuto ad operare una ristrutturazione dell’io profondo al livello e al grado che è necessario.

Per ristrutturazione dell’io profondo intendiamo la possibilità per l’individuo di rivedere e ridisegnare i  propri archetipi consentendogli di affrontare la realtà senza pregiudizi o blocchi generati da modelli educativi errati.

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