Studio di Psicologia Dott. Carlo Marchi

il ruolo delle emozioni

Cosa sono le emozioni e il loro ruolo nello sviluppo della personalità

Cosa sono le emozioni?

Le emozioni sono reazioni psicologiche e fisiologiche, con cui ognuno risponde alle situazioni in cui si viene a trovare, possono anche corrispondere a stati d’animo interni (sentimenti) che vengono espressi con questa modalità. 

Fin dall’inizio dell’evoluzione della specie umana le emozioni hanno avuto un ruolo fondamentale legato alla sopravvivenza del singolo individuo al fine di sviluppare comportamenti finalizzati a svolgere funzioni vitali come: difendersi, procurarsi il cibo, svolgere le funzioni sessuali e così via (in questo caso si parla di funzione motivazionale delle emozioni).

Senza un sistema di motivazioni l’individuo non è in grado di sviluppare al meglio le proprie potenzialità, emozioni positive creano sentimenti di autostima e di conseguenza stimolano l’individuo ad autorealizzarsi.

Al contrario l’uso di emozioni negative nella fase di sviluppo del bambino provocano disistima e sentimenti di inadeguatezza che gli impediranno l’accesso alle proprie potenzialità.

Le emozioni sono, tendenzialmente, reazioni automatiche a stimoli interni o esterni.

Le emozioni sono reazioni immediate quindi il processo cognitivo è ridotto al minimo.

Ma l’emozione e il processo cognitivo interagiscono fortemente e concorrono a formare i copioni di vita, cioè quei modelli comportamentali che inducono l’individuo alle scelte di vita.

Il copione di vita

Il copione è un piano di vita inconscio, quindi strettamente le nato più alle sfera emozionale che cognitiva.

SI BASA SU UNA DECISIONE PRESA DURANTE L’ INFANZIA, RINFORZATA DAI GENITORI, GIUSTIFICATA DA AVVENIMENTI SUCCESSIVI, CHE CULMINA IN UNA SCELTA DECISIVA( E. BERNE_ “CIAO! :::E POI?”)

Il copione viene agito per ottenere un tornaconto, durante l’infanzia per ottenere la benevolenza dei genitori e viene ripetuto inconsciamente durante la vita ed è all’origine dei sentimenti (stati d’animo)

Nasce da un processo decisionale che è frutto dell’interazione tra emozione e processo cognitivo.

Viene rinforzato dai genitori che in modo più o meno consapevole approvano o disapprovano i comportamenti del figlio.

Pur essendo frutto di un processo decisionale in cui c’è una forte componente cognitiva una volta che viene appreso continua a lavorare in modo non consapevole.

L’individuo legge la realtà a seconda del suo copione di vita rischiando, quindi, una lettura distorta di ciò che avviene intorno a lui.

In parole povere modifica i suoi atteggiamenti per provocare risposte emotive i sé e negli altri che giustifichino i suoi stati d’animo.

In questo caso l’emozione è la linfa vitale del copione di vita.

Per esempio un bambino che è sempre stato trattato da goffo e quindi deriso per i suoi atteggiamenti, in età adulta continuerà ad agire comportamenti da goffo che pur provocandogli emozioni dolorose gli faranno credere che così lui è accettato.

Un esempio di copione

Vorrei citare un altro esempio di copione: Elena è una dolce bimba di circa 18 mesi figlia di genitori rigidi e con evidenti problemi di affettività.

Elena viene cresciuta in modo adulto dove la dominante sono i bisogni dei genitori e non i suoi, non le vengono permessi molti atteggiamenti infantili ma i genitori hanno la pretesa che lei comprenda ciò che è buono o errato solo attraverso la spiegazione verbale o con punizioni più o meno leggere ma pur sempre svalutanti e frustranti.

In una bimba di 18 mesi il processo cognitivo è ancora in fase di piena strutturazione e lei può imparare solo attraverso l’esempio e l’uso corretto delle emozioni.

Bene già a 18 mesi lei ha imparato che per farsi osservare dai genitori deve fare la “birichina” cioè agire quei comportamenti che provocano determinate reazioni nei genitori, sviluppando in loro emozioni di leggera rabbia pur di ottenere le attenzioni che le necessitano.

Se i genitori di Elena non interverranno in modo adeguato sui loro comportamenti il risultato sarà che il copione di vita della figlia sarà di continua sfida verso il mondo esattamente com’è il loro.

Ho provato da interagire con Elena cercando di sviluppare in lei sentimenti di accettazione attraverso l’uso di emozioni positive e la sua risposta è stata quasi commovente mostrando un potenziale carattere allegro e creativo che fa a pugni con il robot richiesto dai genitori.