Attacchi di panico e ipnosi regressiva

Mark Solms, Oliver Turnbull, Gerald Edelman tutti studiosi di neuropsicologia sostengono che vi è una forte correlazione tra neuropsicologia e psicoanalisi.
Autorevoli studi effettuati in Inghilterra negli ultimi anni hanno ribadito la validità del metodo psicoanalitico per condurre i pazienti verso cambiamenti durevoli e profondi con la risoluzione di problemi relativi ad attacchi di panico e sindromi depressive.
Sia in associazione con trattamenti farmacologici sia in assenza di essi.
Vari studi americani stanno poi dimostrando come l’assunzione di precursori delle proteine e di acidi grassi sia un grosso coadiuvante nel trattamento delle sindromi depressive.

Il ruolo dell’ipnosi

Nel sentiero di questi trattamenti si inserisce l’utilizzo dell’ipnosi, inizialmente rifiutata da Freud e poi rivalutata da Erickson.
Freud rifiutò l’ipnosi perché secondo lui non era in grado di far riemergere il rimosso e questo in parte è vero.
Ma l’ipnosi è in grado di far emergere il mondo emozionale del paziente portandolo alla consapevolezza delle sue modalità reattive rispetto al contesto in cui vive.
Il cervello, partendo da una struttura di base generata dal DNA, si modella in relazione alla realtà che incontra.
Il DNA dell’individuo è il motore delle reazioni agli stimoli e questa interazione forma poi i copioni di vita che possono portare la persona a maturare attacchi di panico, depressioni e così via.
L’ipnosi grazie a un sapiente uso di simboli stimola nel paziente la presa di consapevolezza de suoi modelli reattivi e lo accompagna verso un vero cambiamento. Facendogli prendere coscienza come egli sia il vero proprietario delle sue emozioni e di come li possa gestire in senso positivo.

Il caso di Enrica

Grazie a Enrica, e a tanti pazienti, dopo di lei ho potuto verificare sperimentalmente queste teorie.
Enrica arrivò da me lamentando forti attacchi di panico con tutti i sintomi possibili, essi erano iniziati più o meno all’inizio dell’adolescenza prima alla sera quando andava a dormire e poi anche durante il giorno rendendole la vita impossibile.
Mi incuriosirono due aspetti:

  • L’età in cui ebbero inizio
  • La loro evoluzione.

Iniziai il trattamento utilizzando:

  • Rimedi di medicina naturale
  • Rilassamento e ipnosi.

La risposta di Enrica a questo fu positiva premettendole di liberare una prima parte di risorse per poter affrontare in modo più concreto il problema, dopo poche sedute emerse il suo reale problema.

I meccanismi di Enrica

Quando era piccola aveva avuto un pessimo rapporto con un padre violento e una madre vittima di questa sensazione questo creò in lei dei forti emozioni di paura che la portarono ad una notevole instabilità interiore.
Il meccanismo è stato il seguente:
Quando i bambini vanno a dormire la sera hanno necessità di comprendere che il giorno dopo nulla sarà cambiato rispetto alla situazione vissuta in quel momento.
I bambini hanno bisogno di abitudini, di ritmi sicuri e preordinati al fine di potersi creare una personalità con delle buone fondamenta che non crollino a causa dei terremoti della vita.
Enrica andava a letto ogni sera spaventata non sapendo quali sarebbero stati i comportamenti della mamma e del papà il giorno successivo lasciandola in una profonda angoscia che ha generato delle insicurezze.
Quando poi è arrivata al momento dei grandi mutamenti adolescenziali ha dovuto fare i conti con questo suo passato rendendosi conto che non aveva le risorse per farcela ad affrontare la vita e questa sua sofferenza è sfociata negli attacchi di panico che sono stato il suo schermo per evitarsi ulteriori sofferenze.

La risoluzione del problema


Applicai a Enrica le mie tecniche di ipnosi regressiva portandola a rivivere le emozioni negative della passato creando le condizioni per annullarne gli effetti negativi, ciò l’ha portata a prendere coscienza delle sue possibilità.
Prese coscienza di come i suoi attacchi di panico fossero una modalità reattiva a una situazione che non dipendeva da lei.
È riuscita a risolvere il rapporto con i genitori cambiando i messaggi di copione che l’avevano condizionata ed è riuscita a diventare autonoma e, importante, senza più attacchi di panico.

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