È possibile cancellare un trauma?

La risposta ce la forniscono la fisica e la neurofisiologia

Quante volte nella mia professione mi è stato chiesto:

  • Posso cancellare il ricordo di quell’amore intenso e ormai perduto?
  • Posso cancellare il ricordo di quell’incidente?
  • L’ipnosi può aiutarmi a cancellare quel passo così doloroso della mia vita?

La mia risposta a queste domande è sempre un secco no, non si possono cancellare i traumi, e i ricordi possono essere cancellati solo da patologie neurologiche quali l’Alzheimer.

Perché non è possibile?
La prima risposta viene fornita dalla fisica e più precisamente dal concetto di freccia del tempo.

Si definisce freccia del tempo il fenomeno (reale, osservabile e complesso) tale per cui un sistema fisico evolve da uno stato iniziale X al tempo t ad uno stato finale X1 ad un tempo t* (con t1>t) e non ritornerà mai ad X in nessun istante successivo a t1 .
Quasi tutti i processi fisici a livello microscopico sono simmetrici rispetto al tempo, infatti le equazioni usate per descriverli hanno la stessa forma anche se la direzione del tempo è invertita. A livello macroscopico, invece, vige la seconda legge della termodinamica, o legge di entropia, secondo la quale il grado di disordine in un sistema isolato aumenta con il tempo in modo spontaneamente irreversibile. In questo senso l’entropia può essere usata per indicare la direzione verso cui si muove il tempo.
Cosa significa questa affermazione? Significa che nessun sistema fisico che si è evoluto da uno stato iniziale ad un altro non ritornerà mai ad essere come prima.
Come dire che il processo di invecchiamento è inevitabile e irreversibile, infatti uno dei problemi della clonazione sta proprio nel fatto che le cellule usate generano un corpo vecchio esattamente come quello da cui sono state prelevate.
La seconda risposta viene fornita dalla neuro fisiologia.
I pensieri e le emozioni in ogni essere umano vanno e vengono come nuvole passeggere e non hanno nessun effetto sulle cellule cerebrali, ma quando essi sono persistenti per lunghi periodi di tempo oppure sono particolarmente incisivi e profondi la materia cerebrale reagisce.
È come se si formassero delle cicatrici che iniziano a produrre differenti tipi di neuropeptidi che inducono il corpo a differenti modelli di comportamento e azione.
Possiamo quindi affermare che i pensieri sono la reale psiche dell’uomo e formano la mente di ogni essere umano.
Secondo l’assioma della freccia del tempo queste cicatrici non possono essere rigenerate; i traumi, emozioni e i pensieri sono incisi nella materia cerebrale.
Se seguiamo questa linea di pensiero possiamo spiegarci molto bene il concetto di regressione e fissazione espresso da Sigmund Freud :
Il fatto che la libido rimanga fortemente legata a persone o immagini, riproduca un determinato modo di soddisfacimento, rimanendo organizzata secondo la struttura caratteristica di una delle sue fasi evolutive. La fissazione può essere manifesta e attuale o costituire una virtualità permanente che apre al soggetto la via di una regressione. La nozione di fissazione è generalmente inquadrata in una concezione genetica che implica un processo ordinato della libido e la si può considerare, indipendentemente da qualsiasi riferimento genetico, nel quadro della teoria freudiana dell’inconscio come indicante il modo di trascrizione di alcuni contenuti rappresentativi (esperienze, imago, fantasmi) che persistono inalterati nell’inconscio e a cui la pulsione resta legata.
In aldilà del principio del piacere Sigmund Freud sarà indotto nuovamente a far riferimento alla nozione di fissazione al trauma come uno dei fatti che non si spiegano completamente con la persistenza di un modo di soddisfacimento libidico e costringono postulare l’esistenza di una coazione a ripetere…
La fissazione prepara le posizioni su cui si opererà la revisione, che è reperibile sotto varie forme, nelle nevrosi, nelle perversioni e nelle psicosi.
(Laplanche Pontalis-Enciclopedia della psicanalisi-Biblioteca Universale Laterza)
Come si può notare Freud pur non avendo gli strumenti diagnostici moderni aveva intuito come esperienze, immagini e pensieri vengano scritti in modo permanente nel cervello dando origine ai vari fenomeni nevrotici.
Quindi come si può ovviare a questa situazione?
Con l’assunzione di farmaci che inibendo la funzione di determinati neuropeptidi creano una sorta di equilibrio artificiale.
Oppure con la rielaborazione del trauma operandone una sua contestualizzazione e trovando nuovi modelli comportamentali che attenuano, e nei casi migliori, fanno scomparire gli effetti negativi dei traumi o delle emozioni negative.
Il paziente deve operare una sorta di rinascita interiore per programmarsi un nuovo percorso evolutivo che non tenga conto dei residui del passato ma esalti quelle che in oriente vengono definite Vasana ( any subconscious force that affects character – qualsiasi forza subconscia che influenza il carattere – Dizionario Collins)
In pratica le Vasana sono correlabili al concetto di DNA che oltre a determinare la nostra natura fisica concorre a determinare anche la nostra natura mentale e le nostre inclinazioni.
Per esempio è stato ormai ampiamente dimostrato che circa il 25% delle persone è dotato di una forma di personalità definita HPS – personalità ad elevata sensibilità
Questa caratteristica rende queste persone estremamente reattive ad ogni situazione ed emozione che vivono i cui effetti sono vissuti in modo estremamente amplificato, nel bene e nel male.
Possiamo tranquillamente affermare che buona parte degli artisti sono dotati di questa particolare sensibilità mi viene da citare: Alessandro Gassman, Joan Mirò, Salvador Dalì, Wolfang Amadeus Mozart e così via all’infinito.
Persone che hanno saputo portare le proprie pene interiori ad un livello così elevato da riuscire a tramutarlo in opere d’arte eterne.
Ma come operare questa rinascita? Con quali strumenti?
Gli strumenti sono:
Il Training Autogeno che da la possibilità alla persona di esplorare gli effetti delle emozioni sulle reazioni fisiche
L’ipnosi che da la possibilità di tornare al rimosso e riviverlo come se fosse presente, contestualizzandolo e anestetizzandone gli effetti
La mindfulness che permette di focalizzarsi sul presente consentendo una esplorazione delle proprie capacità latenti permettendo un superamento dei bisogni e delle attese indotti dal rimosso.
Questi tre strumenti incapsulati all’interno delle teorie freudiane, junghiane, analitico transazionali accostate a concetti filosofici tipici dei Veda e delle Upanishad costituiscono Self Awareness un sistema integrato al benessere mentale.

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