Affrontare e risolvere i danni psicologici da lockdown
La pandemia di Covid-19 ha avuto un enorme impatto sulle nostre vite, generando ansia, depressione e sentimenti di angoscia.
 Il lockdown ha messo a dura prova moltissime persone slatentizzando molte problematiche psicologiche che prima erano tenute sotto controllo.
E’ come se ci trovassimo di fronte a un Disturbo Post Traumatico da Stress che ha funzionato da detonatore a nevrosi del singolo che si riverberano su tantissime situazioni dalla coppia alla semplice convivenza sociale.
E’ una sorta di nevrosi collettiva generata soprattutto da mancanza di certezze (tutte le certezze sociali sono state più o meno intaccate dalla pandemia) e dalla conseguente ansa per il futuro con la pura di non riuscire a ritrovare situazioni di vita “normali”.
Non è burnout, non è depressione, non è una mancanza di speranza. Semplicemente è l’assenza di gioia e di uno scopo.
Secondo il New York Times, l’emozione che ci accompagnerà per tutto il 2021 ha un nome: si chiama “languishing”, che tradotto in italiano suona più o meno come “languire”.  È un senso di stagnazione e di vuoto.
Ci si sente come se ci si stesse confondendo tra i giorni, come guardare la vita attraverso un vetro spesso, sporco e appannato.
Questa situazione spegne il sistema motivazionale e diminuisce la capacità di concentrazione.
Questa situazione di tristezza diffusa, di grigiore generalizzato è prodromico ai disturbi d’ansia e alla depressione.
Secondo Adam Grant, psicologo alla University of Pennsylvania e autore del libro “Think Again “Non riesci a percepire te stesso scivolare lentamente nella solitudine. Sei indifferente alla tua indifferenza – scrive sul NYT -. E quando non riesci a capire che stai soffrendo, non puoi cercare aiuto né fare molto per aiutare te stesso”.
Molto stanno facendo scienziati e medici per curare i sintomi fisici del long Covid, pochi o nessuno si preoccupano delle ripercussioni psicologiche di questa situazione.
La paura si solleva, apparentemente c’è voglia di uscire “fare festa”.
Mi ricordo l’anno scorso un bimbo che diceva “Quando finirà il Covid faremo una grande festa al sole”, ma la grande festa è ancora lontana.
Non c’è esattamente gioia o senso di liberazione c’è solo rabbia, bisogno di uscire dalla costrizione del lockdown.
C’è bisogno di fare, di sfogarsi senza una progettualità, senza un domani.
Nel dopoguerra c’erano macerie fisiche e una forte voglia di rinascita e di ripartenza ora c’è solo voglia di una sbornia collettiva.
Il Covid ha cancellato la voglia di amare, di progettare e ha lasciato un forte senso di insicurezza e incertezza in ognuno di noi, emozioni e sentimenti che un domani potranno tradursi in disagi psicologici.
Fisicamente il Covid lascia debilitati e stanchi allo stesso modo ha debilitato e stancato il sistema psichico di moltissime persone.
Pensiamo alle generazioni future a cui è strato sottratto un periodo importante della loro vita intaccandone il processo di maturazione e crescita.
Come possiamo combattere questa situazione di tristezza e di assenza di gioia?
Non certo ricorrendo a divertimenti vacui o a sbornie collettive, ma bensì imparando ad occuparci di noi riprendendo in mano il filo della nostra esistenza facendoci portare nella gioia.
Dobbiamo imparare ad occuparci di noi, del nostro tempo, del nostro corpo e della nostra anima.
Imparare ad occuparci di noi significa imparare ad immergersi nella nostra realtà , scoprire le nostre radici e farlo in modo strutturato.
Lo psicologo in questio può essere molto d’aiuto con tecniche di mindfulness, meditazione, analisi del proprio vissuto e focalizzazione dei propri bisogni e aspettative.
Lo psicologo può essere il vero aiuto progettista del dopo lockdown
Non esistono solo le malattie fisiche, ma anche quelle mentali.
E questo è un qualcosa che, mentre ci accingiamo a vivere l’epoca postpandemica, dobbiamo assolutamente ricordare. “Se non hai la depressione, non vuol dire che tu non stia soffrendo. Se non hai il burn out non vuol dire che tu non sia esaurito “conclude Grant

Self Awareness contiene i giusti strumenti per uscire da questa situazione.