Studio di Psicologia Dott. Carlo Marchi

Migliorare l’autostima in sette passi

Con questo blog inizia un percorso che vuole illustrare i sette passi che sono necessari per raggiungere una vera autostima.
Cammineremo insieme verso questo importante obiettivo.
In questo primo blog è un’introduzione a come si forma l’autostima e la percezione del valore di ognuno di noi.
La bassa autostima, l’errata percezione del nostro valore erodono sempre di più la fiducia in noi stessi e nelle nostre potenzialità inducendoci a comportamenti non gratificanti.
Un errata percezione del nostro valore può:
Impedirci di sviluppare i nostri talenti
Metterci alla mercé di chi ci vuole manipolare
Impedirci di fare le nostre ragioni
Bloccarci nelle aspirazioni di carriera
Farci agire solo sulla base di compiacere gli altri per sentirci considerati.
La bassa autostima è frutto di un percorso in cui altri ci hanno imposto di non essere ok al solo scopo di poter realizzare i propri desideri e soddisfare i propri bisogni a spese della nostra autonomia e della nostra realizzazione.
Questi condizionamenti partono, in genere, dai copioni educativi genitoriali che invece di originare messaggi di riconoscimento o liberatori sono coartanti e sminuenti.
Così si formano delle catene che ci impediscono di muoverci in libertà.
Ai copioni genitoriali si aggiungono poi i messaggi negativi che arrivano dalla società o dalla religione.
D’altronde si sa che l’attuale sistema economico desidera avere solo consumatori obbedienti e che ogni sistema religioso abbisogna di fedeli non pensanti.
Il sistema economico induce il pensiero che solo attraverso il possesso di beni materiali si è qualcuno, le religioni promettono regali nell’aldilà al solo scopo di avere dei fedeli che alimentano il sistema.
Una massa non pensante piena di desideri e di senso di inadeguatezza fa la felicità di pochi che ne traggono utili economici o di potere.
La libertà dalle catene si ottiene solo con l’autonomia di pensiero e con la percezione del proprio valore interiore in quanto individui.
(Individuo (dal latino individuus, parola composta dal prefisso in – privativo e dividuus, «diviso») è il lemma corrispondente alla traduzione latina, fatta per la prima volta da Cicerone, del termine greco ἄτομος: (composto di ἀ- privativo e tema di τέμνω, «tagliare»).
Individuo, quindi, vuol dire indivisibile ed è usato in filosofia per indicare che ogni singolo ente ha caratteristiche tali (un’individualità) che lo rendono unico e lo differenziano da tutti gli altri
Dal 4 mese di gravidanza, inizio della strutturazione del sistema nervoso centrale, il feto inizia a ricevere una miriade di messaggi emozionali che incidono sulla formazione della rete sinaptica andando a costituire un individuo programmato per reagire in determinate modalità
I messaggi emozionali si sovrappongo alla struttura del DNA che anch’essa determina le capacità reattive individuali.
La personalità è quindi frutto di combinazioni biochimiche generate dal sistema educativo, dalle risposte emozionali e dalla struttura biochimica di base frutto dell’unione dei cromosomi materni e paterni con tutto il loro patrimonio genetico.
Dal 4 mese di gravidanza il feto, poi neonato, inizia a percepirsi come soggetto di valore o come oggetto svalorizzato la cui felicità è solo frutto del ben volere altrui.
Purtroppo i genitori non vengono formati a questa importante missione e quindi il rischio di messaggi errati è molto elevato.
A questo si aggiunge il fatto che il concepimento di un figlio è quasi sempre frutto di bisogni e desideri che nulla hanno a che vedere con la formazione di una persona autonoma.
Si fa un figlio perché:
Si sente il bisogno di genitorialità
È giusto che il primogenito abbia un fratello
Bisogna continuare la stirpe e così via.
Questo quadro sembra carico di tinte fosche e deterministica, sembrerebbe che ogni individuo non abbia possibilità di esercitare il libro arbitrio.
Fortunatamente madre natura ha creato il cervello come organo plastico e non statico, i più recenti studi di neuro psicanalisi dimostrano come le possibilità di cambiamento delle sinapsi siano possibili a qualsiasi età (condizioni di salute fisica permettendo ovviamente)
Il passaggio fondamentale è prendere consapevolezza del proprio corpo delle sue funzioni con limiti e pregi, quindi comprendere i propri talenti infine sviluppare le proprie capacità superando i condizionamenti.
Alla base di tutto è necessario avere un buona cura del corpo perché esso è il veicolo per la nostra realizzazione, quindi: sano movimento, buon cibo, niente droghe, buon cibo anche per la mente.