Risolvere il dramma della perdita per guarire gli attacchi di panico

Helian è una gentile signora di circa 40 anni sposata con un figlio e arrivò da me per un problema legato ad attacchi di panico ripetuti che le avevano generato profonde paure invalidanti. https://www.carlomarchi.it/problematiche/attacchi-di-panico/

Aveva deciso che per paura delle sue ansie non avrebbe più guidato la macchina, non lasciava neppure per un istante il telefono, viveva in una costante situazione di incertezza e tensione.

Questa situazione era divenuta invalidante rischiando di mettere a rischio anche il rapporto di coppia.

Non è stato facile cercare di aiutare Helian, è stato un continuo giocare a rimpiattino con miglioramenti e peggioramenti continui e senza soluzioni di continuità.

Il vero problema stava nel fatto che Helian avrebbe voluto una risoluzione del problema in modo semplice e senza elevati coinvolgimenti emotivi.

Con molta calma riuscii a far emergere il suo vero nucleo di sofferenza che era relativo al comportamento di suo padre avvenuto in tenera età.

Quando lei aveva circa 7 anni una sera il padre arrivò a casa e comunicò a tutta la famiglia che se ne sarebbe andato via definitivamente, piano che attuò immediatamente.

Questo gesto creò non pochi problemi a tutti loro sia in termini affettivi che in termini economici, e per lei fu un trauma mai risolto che rimase a covare sotto le macerie del suo inconscio demolito dal comportamento sconsiderato del genitore. 

Dopo qualche anno il padre la ricontattò, lei cascò nella trappola e lui la usò solo per chiederle del denaro e dopo non molto tempo sfrattò lei e la madre dall’appartamento di sua proprietà.

A seguito di questi fatti gli attacchi di panico ripresero vigore.

Ovviamente si è sentita abbandonata dal padre che era scomparso e riapparso in modo così inopinato aggiungendo la ferita dello sfratto.

Helian era triste, arrabbiata e incredula e una parte di lei voleva che il padre sparisse mentre la sua morale le impediva un pensiero di questo tipo creandole un conflitto interiore insanabile.

Provava anche un forte senso di colpa pensando di essere stata lei la causa dell’abbandono.

Tutta questa situazione aveva determinato in lei una forte angoscia che aveva generato una profonda sindrome abbandonica, accompagnata a un disturbo post traumatico da stress.

In pratica lei riviveva continuamente l’abbandono e tutto ciò si era tradotto in attacchi di panico, che all’inizio erano stati trattati con semplici ansiolitici non ottenendo alcun risultato.

All’inizio la convinsi a recarsi dallo specialista per farsi prescrivere un buon anti depressivo per mitigare gli effetti negativi dell’angoscia, in un paio di settimane iniziò a ritrovare un poco di serenità e io potei iniziare il mio lavoro che si orientò ad un aiuto per la risoluzione del dramma dell’abbandono.

L’oggetto esterno, in questo caso il padre, è quello strumento che deve mettere la persona in grado di crearsi delle immagini interne positive esattamente il contrario di quanto fece il padre di Helian.

Lei ha vissuto il dramma della perdita e tutti i drammi sono corrispondenti a una perdita – Duncan perde il regno e sua moglie perde il potere, Romeo perde Giulietta,  Amleto la perdita del padre e la perdita di Ofelia, Coriolano non invade Roma  per non perdere l’amore della madre.

Il dramma scoppia perché l’individuo da più importanza all’oggetto esterno che a se stesso. 

Thor pensa che il martello gli dia la forza ma non è vero perché il martello prende vita dalla sua volontà, Sigfrido cerca l’anello nel profondo dell’acqua per acquisire  il potere e potremmo continuare all’infinito con gli esempi. 

Noi viviamo in una realtà duale fatta di oggetti e soggetti dove l’oggetto genitore diventa importantissimo perché noi siamo prole inetta e abbiamo bisogno della sua benevolenza e protezione.

La perdita è il dramma dello sfaldamento delle sicurezze esterne e quindi genera l’ansia e l’angoscia.

Come uscire dal dramma? Prendendo coscienza che noi siamo la forza infinita, che la nostra psiche può attingere alla forza infinita che sorregge l’Universo, che noi siamo i soggetti e tutto ciò che accade è solo una reazione agli stimoli dell’oggetto. https://www.carlomarchi.it/metodologie/nuova-psicologia-relazionale/

Esattamente come sono riuscito a fare con Helian, le ho fatto prendere coscienza delle sue risorse e capacità facendole recidere il legame di dipendenza dal padre permettendole di accedere alle sue capacità. https://www.carlomarchi.it/metodologie/ipnosi/

L’angoscia e gli attacchi di panico scomparvero e ora lei è una donna che vive la sua vita e non è più dipendente dal ricordo del padre.https://www.carlomarchi.it/problematiche/attacchi-di-panico/

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