Un caso di ipnosi regressiva

Questa è la storia di Angelica una dolce signora di circa 30 anni che soffriva di depressione o meglio di malinconia.
Ho ben presente Angelica mai un sorriso, sempre triste e pensierosa, per nulla portata agli entusiasmi.
All’inizio lei mi spiegò la sua storia che in parte confermava il suo stato d’animo, lei era figlia di una ragazza madre ed è sempre stata vissuta come figlia del peccato.
Il padre non la voleva frequentare e non l’hai mai riconosciuta, d’altronde egli aveva un’onorabilità da difendere e non poteva sporcarla dando affetto a una figlia frutto di una fugace avventura extra coniugale, anzi lui la definiva la piccola puttana come la madre.
Questa situazione le fece fare un’infanzia e un’adolescenza veramente dolorose, teniamo inoltre conto che lei era nata in un piccolo paese del centro Italia con tutte le persone che la circondavano che sapevano ed ovviamente la trattavano sempre freddamente.
A un certo punto quando lei aveva circa 17 anni la madre decise di abbandonare il paese grazie ad un’offerta di lavoro e si trasferirono in una cittadina della cintura milanese dove in effetti entrambi trovarono un ambiente finalmente sereno e scevro da pettegolezzi, potevano finalmente vivere la loro vita.
Poi ci fu il primo amore per Angelica e ben presto questa persona si rilevò manipolatrice e anche violenta, e poi via così un altro uguale al primo e un terzo qui lei si bloccò comprese che così non poteva andare c’era qualche cosa che non funzionava se lei continuava ad attirare persone di questo tipo, decise quindi di rivolgersi a un professionista cercò sul web e tra i tanti decise di rivolgersi a me perché usavo l’ipnosi.
Arrivò da me piena di speranze credendo che con l’ipnosi le avrei miracolosamente risolto il problema, le spiegai che non era possibile fare i miracoli e che l’ipnosi è solo uno strumento che permette di scavare nei meandri dell’inconscio con più facilità ed efficacia di altri metodi permettendo risultati migliori e più veloci a patto che il paziente sia collaborante e abbia la motivazione corretta per affrontare i suoi problemi.
Come primo passo le insegnai delle tecniche di auto ipnosi mutuate dal training autogeno per fare in modo che trovasse un primo equilibrio e un poco di risorse interiori, poi iniziai l’analisi vera e propria portandola a prendere consapevolezza di come lei non facesse altro che ripercorrere la strada di sua madre (questa è la situazione di molte persone ma ne parlerò in altri blog), una volta che arrivò alla piena comprensione di questi aspetti iniziò a mutare atteggiamenti, modificando i rapporti con le persone e vivendo le situazioni in modo diverso. Ne fu veramente felice.
Ma la tristezza di base continuava a persistere c’era qualche cosa dentro di lei che le impediva di raggiungere un vero stato di serenità. Ritenni che a questo punto era giunta l’ora di usare l’ipnosi regressiva e andare mirati al problema.
Ormai era tempo che lavoravamo insieme e quindi scese nello stato di trance vigile con una certa facilità: salì su un’immaginaria macchina del tempo formata da una bolla di luce che la portò indietro nel suo tempo fino a quando aveva circa 5 anni.
Giunta a quel momento notai che il suo viso assumeva un’espressione di spavento, il respiro diventava affannoso il suo corpo iniziò a contrarsi. La tranquillizzai aiutandolo a far emergere questo ricordo così penoso e lei iniziò “ Vedo me stessa piccola sul lettone di casa mia, vicino a me c’è un uomo con i baffi che mi fa bere qualche cosa di dolce e poi mi dice di stare serena e tranquilla che avremmo fatto un bel gioco. Poi iniziò a toccarmi mi tolse le mutandine…” e qui Angelica non ce la fece ad andare avanti scoppiando in un pianto dirotto.
Sempre con le tecniche di ipnosi la misi in grado di rielaborare questa ferita interiore così forte e profonda portandola poi al risveglio. Ovviamente lei era molto scossa, la rincuorai ancora e quindi uscì dallo studio abbastanza serena.
La settimana dopo arrivò in studio chiedendomi se per caso quello che era successo in camera non sua fosse dovuto a suoi atteggiamenti non corretti verso quell’uomo. Questa situazione è abbastanza tipica di tutte le piccole vittime di abuso. Inoltre, questa restituzione, da parte sua,  unita alle manifestazioni somatiche della seduta precedente mi convinsero che il ricordo di Angelica non era falso ma apparteneva alla sua vera realtà interiore.
Aiutai Angelica a lavarsi da questi suoi sensi di colpa con una seduta di ipnosi specifica per questo.
Ora sono passati circa 6 mesi e finalmente Angelica è tornata sorridere e ad assaporare un po’ di serenità e felicità. Speriamo che prima o poi trovi anche l’uomo della sua vita perchè ora ne ha possibilità.

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